Un viaggio teatrale tra le voci femminili della grande opera lirica, restituite alla sensibilità contemporanea. È questo l’orizzonte di Non chiamatele streghe – Donne di lirica nella parola contemporanea, atto unico di voce e musica scritto e ideato dalla musicologa e pianista Ilaria Castellazzi, in scena in prima assoluta sabato 12 luglio 2026 alle ore 22.00 al Teatro al Borgo di Soverato (CZ), nell’ambito del Festival Armonie d’Arte diretto da Chiara Giordano.
La regia è affidata a Paolo Panizza; sul palcoscenico l’attrice Annalisa Insardà presta il proprio corpo e la propria voce alle eroine fraintese, demonizzate o dimenticate della tradizione melodrammatica. La drammaturgia porta la firma congiunta della stessa Castellazzi, di Panizza e di Insardà, in un lavoro che intreccia ricerca musicologica, scrittura teatrale e presenza scenica.
Un risarcimento morale per le eroine d’opera
«Un testo che attinge con acume culturale e creatività artistica alla lunga rotta che hanno seguito le demonizzate femmine e donne nella cultura occidentale»: così la presentazione del progetto, che attraversa figure arcaiche, mitologiche, storiche e letterarie, dal mondo antico alla modernità. Una complessità che si è tradotta nel tempo in difficoltà relazionale, generando — si legge nelle note di drammaturgia — «convinzioni, emozioni ed azioni alterate nella verità, stigmatizzate nella memoria, tramandate con una ritualità feroce e potente».
Lo spettacolo nasce dalla convinzione che ciò che appare abbia sempre un proprio rovescio, e che le voci silenziate possano oggi chiedere ascolto. «Come il teatro – altresì musicale – le ha condannate, lo stesso teatro può dar loro voce, un’altra voce». Le donne dell’opera lirica, in genere amate dal pubblico ma spesso vittime di un destino segnato dalla mano dei librettisti, chiedono qui un risarcimento morale: più volti emergono da un’unica figura attoriale che, cogliendone la verità, le restituisce al tempo contemporaneo, allo sguardo e alle consapevolezze di oggi.
«Approdi»: il macrotema 2026 di Armonie d’Arte
Il debutto si inserisce nel macrotema permanente del Festival Armonie d’Arte, Nuove rotte mediterranee, e nella declinazione 2026 intitolata APPRODI. «Il femminile, nel tempo, ha seguito rotte plurali e anche controverse nella cultura occidentale» — spiegano gli organizzatori — «oltre ogni consapevolezza e riflessione, resta certo che è approdato alla letteratura, alla musica, alle arti visive, con una potente complessità, spesso irriducibile diminutio, ma anche enorme ribalta. E anche le rotte mediterranee ne sono state un formidabile canale».
Oggi il femminile, sottolinea la nota di presentazione, ha raggiunto «un suo fondamentale approdo: un porto di ascolto e comprensione come forse mai prima nella storia». Una cornice in cui Non chiamatele streghe si colloca con naturalezza, intrecciando la riflessione di genere con la rilettura del canone melodrammatico.
Ilaria Castellazzi, una voce trasversale
Musicologa, pianista, critica musicale, podcaster e Vicepresidente di OperaMundus, Ilaria Castellazzi costruisce con questo monologo un ponte fra la sala d’opera e la riflessione civile contemporanea, in dialogo con la regia di Paolo Panizza e con la presenza scenica di Annalisa Insardà. Una produzione originale presentata in prima assoluta nel suggestivo Teatro al Borgo di Soverato, all’interno di un cartellone che si conferma fra i più attenti del Mezzogiorno al dialogo fra arti, ambiente e paesaggio.
