Il Teatro Comunale di Bologna torna a casa. Dopo quasi cinque anni di lavori, il 14 febbraio 2027 la Sala Bibiena riaprirà al pubblico con un concerto-evento diretto da Daniele Gatti, segnando il compimento di un cantiere avviato nel dicembre 2022 e affidato per la Stagione 2027 a una linea editoriale che mette al centro il viaggio prima ancora dell’approdo. Il programma è stato presentato questa mattina in conferenza stampa dal Sindaco e Presidente del TCBO Matteo Lepore, dall’Assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Gessica Allegni, dalla Sovrintendente Elisabetta Riva e dal Direttore artistico Pierangelo Conte.
Il titolo scelto per la stagione è «Tante storie, un filo comune»: un’immagine che richiama il percorso simbolicamente battezzato «Verso Itaca» e che la Sovrintendente Riva ha riassunto in una dichiarazione destinata a restare: «Nessuno arriva a Itaca da solo, e forse è questa la lezione più bella che un teatro possa insegnarci». Per un mese intero, dal 14 febbraio al 14 marzo, ogni giorno sarà proposto un appuntamento dedicato alla riapertura, dentro e fuori il teatro.
Il giorno della riapertura: Gatti torna sul podio di Bologna
L’evento del 14 febbraio non è scelto a caso: è il giorno di San Valentino, ma soprattutto è l’occasione per richiamare a Bologna Daniele Gatti, Direttore musicale del TCBO dal 1997 al 2007 e oggi Direttore principale della Sächsische Staatskapelle Dresden e Direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino. Sul podio della Sala Bibiena guiderà tutti i complessi artistici della Fondazione in un programma costruito attorno ai compositori che hanno legato la propria storia a quella della città felsinea: Christoph Willibald Gluck, Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi e Richard Wagner.
L’inaugurazione dell’opera: Monteverdi nella visione di Daniele Abbado
La Stagione d’Opera si aprirà ufficialmente il 2 marzo con Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi nella revisione di Luigi Dallapiccola, nuova produzione firmata da Daniele Abbado con la direzione di Fabio Biondi. È una scelta carica di senso simbolico: Ulisse che torna a casa per accompagnare un teatro che torna nella propria.
Il cartellone propone in tutto sette titoli in forma scenica e due opere in forma di concerto. Tra i nomi che spiccano:
- Tristan und Isolde di Wagner con la direzione di Robert Treviño e un cast guidato da John Matthew Myers, Angela Meade e Daniela Barcellona;
- Accabadora di Francesco Filidei in prima rappresentazione italiana, uno dei titoli più attesi della stagione contemporanea europea;
- Vanessa di Samuel Barber con Corinne Winters, partitura che torna in Italia dopo lunga assenza;
- un nuovo Nabucco verdiano ideato da Pier Luigi Pizzi, con Amartüvshin Enkhbat nel ruolo del titolo;
- in forma di concerto, La straniera di Bellini con Vasilisa Berzhanskaya e I due foscari di Verdi con Luca Salsi, Anastasia Bartoli e Fabio Sartori, omaggio ai trent’anni di carriera del baritono emiliano.
Danza: dalla «Sagra» di Bernal al «Lago dei cigni» di Tbilisi
Il sipario sulla Stagione di Danza si alzerà il 13 marzo con La sagra della primavera di Stravinskij interpretata da Sergio Bernal accompagnato dall’Orchestra del Comunale. Quattro gli spettacoli previsti, con uno spettro stilistico volutamente ampio: il classico Lago dei cigni di Čajkovskij affidato al Balletto dell’Opera di Tbilisi, il flamenco folklorico della Compañía Antonio Najarro con Querencia, e l’immaginario contemporaneo della TAO Dance Theater.
La Stagione Sinfonica: Weigle apre con Mendelssohn, debutta Ioffe
La Stagione Sinfonica anticiperà tutti, partendo già il 10 gennaio con l’Elias di Mendelssohn diretto da Sebastian Weigle. Quattordici appuntamenti in tutto, tra grandi ritorni e novità: torneranno sul podio del Comunale Andris Poga, Wayne Marshall, Oksana Lyniv, Daniel Oren, Ton Koopman, Roberto Abbado e Hartmut Haenchen, mentre debutterà Alevtina Ioffe.
Un teatro che dialoga con la città
L’aspetto forse più innovativo del progetto, ribadito anche in conferenza stampa, riguarda l’idea di teatro che il TCBO vuole portare con sé alla riapertura. «Oggi non stiamo semplicemente restaurando un teatro – ha sottolineato Riva –, stiamo cercando di ripensare il modo in cui il teatro dialoga con la città». Oltre al restauro della volta e degli stucchi della Sala Bibiena, il nuovo modulo che si affaccia sul foyer è pensato proprio per estendere la dimensione pubblica del teatro oltre il perimetro della sala.
Per Bologna, città che ha vissuto cinque stagioni in esilio tra il Comunale Nouveau (la Fiera) e altri spazi cittadini, l’appuntamento del 14 febbraio 2027 segnerà la fine di una transizione lunga e complessa. Ma, come suggerisce il titolo della stagione, sarà soprattutto l’inizio di un nuovo capitolo: tante storie, dentro un solo grande filo comune.
