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Brian Jagde, tenore: biografia, voce e ruoli

Da baritono, com’era stato riclassificato negli anni dell’università, a uno dei tenori lirico-spinti più contesi dai grandi teatri del mondo: la parabola di Brian Jagde (il cognome si pronuncia come l’inglese jade, «giada») è tra le più singolari della sua generazione. Americano, classe 1979, oggi è un Calaf, un Cavaradossi e un Radames di riferimento — e nel 2026 ha aggiunto alla lista il suo primo grande ruolo wagneriano. Ecco chi è.

Chi è

Nato nel 1979 a Long Island e cresciuto poco fuori New York, Jagde si forma al Purchase College Conservatory of Music della SUNY, dove consegue laurea e master in canto. Ammesso come tenore, viene però riclassificato baritono e per circa otto anni calca le scene in quel registro. Solo intorno al 2008, con il maestro newyorkese Michael Paul, ritrova la propria natura di tenore: poche settimane dopo supera l’audizione per il programma Merola della San Francisco Opera.

Proprio San Francisco diventa la sua palestra: il Merola nel 2009, poi il triennio da Adler Fellow tra il 2010 e il 2012. Nel 2012 arriva la consacrazione internazionale con il secondo premio a Operalia, il concorso di Plácido Domingo, insieme al Birgit Nilsson Prize; due anni più tardi vince la Loren L. Zachary Competition.

La voce e il repertorio

La sua è una voce di tenore lirico-spinto ampia e vibrante, dal colore scuro e con una residua morbidezza baritonale nei centri, che negli anni si è spinta verso i ruoli più drammatici. Il cuore del repertorio è pucciniano — Cavaradossi (Tosca), Pinkerton (Madama Butterfly), Calaf (Turandot), Des Grieux (Manon Lescaut) e Rodolfo (Bohème) — affiancato dal grande Verdi: Radames (Aida), Don Alvaro (La forza del destino) e Don Carlo. Non mancano il verismo (Turiddu alla Scala, Canio all’Opera di Roma), il Don José della Carmen, il Samson di Saint-Saëns e, dal 2025, l’Otello verdiano, debuttato al Teatro Real di Madrid.

I teatri e i riconoscimenti

Jagde è di casa nei maggiori teatri del pianeta: Metropolitan di New York, San Francisco Opera, Royal Opera House di Londra, Staatsoper di Vienna e di Monaco, Opéra de Paris, Teatro Real, e in Italia Arena di Verona, Scala, Fenice, San Carlo, Opera di Roma, Regio di Parma e Teatro Massimo di Palermo. Ha collaborato, tra gli altri, con i direttori Daniele Rustioni, Nicola Luisotti, Michele Spotti e Markus Stenz e con registi come Damiano Michieletto, Robert Wilson e Robert Carsen. In bacheca, il secondo premio e il Birgit Nilsson Prize a Operalia 2012.

Dove ascoltarlo

La stagione 2026 segna una tappa cruciale: il debutto nel primo ruolo wagneriano da protagonista, il titolo del Lohengrin di Damiano Michieletto alla Fenice diretto da Markus Stenz, accanto all’Ortrud di Chiara Mogini. In estate è Calaf al Festival Puccini di Torre del Lago, mentre nel gennaio 2027 sarà protagonista dell’Andrea Chénier nella stagione 2026/27 dell’Opera di Roma, con la regia di Marco Bellocchio. Per approfondire la sua opera-feticcio, ecco la nostra guida alla Turandot.

Martina Moretti

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