Michele Spotti è uno dei direttori d’orchestra italiani più interessanti della nuova generazione. Direttore musicale dell’Opéra de Marseille e atteso a una stagione di debutti internazionali — dal Metropolitan di New York al suo primo Wagner — incarna l’ascesa di una nuova leva di bacchette italiane nei grandi teatri d’Europa.
Chi è Michele Spotti
Nato nel 1993 a Cesano Maderno, in Brianza, Spotti si forma prima come violinista e in composizione, diplomandosi al Conservatorio «Verdi» di Milano, per poi perfezionarsi alla Haute École de Musique di Ginevra e alla Gstaad Menuhin Academy, dove lavora con Neeme Järvi e Gennady Rozhdestvensky; tra i suoi punti di riferimento ci sono Gianandrea Noseda, Gianluigi Gelmetti e Daniele Gatti. Debutta nella direzione d’opera a vent’anni, nel 2013, con Le nozze di Figaro a Orvieto. La svolta arriva nel 2016, quando Alberto Zedda lo sceglie come assistente per l’Ermione di Rossini all’Opéra de Lyon.
Marsiglia e il repertorio
Dal 2023 Spotti è direttore musicale dell’Opéra de Marseille e dell’Orchestre Philharmonique de Marseille, succedendo a Lawrence Foster. A partire dalla stagione 2026/27 sarà inoltre Principal Guest Conductor della Deutsche Oper di Berlino. Il suo cuore di repertorio è l’Ottocento — Rossini e il belcanto in primo luogo, poi Donizetti, Verdi, Mozart, Offenbach, Puccini — al quale nella stagione 2025-26 ha aggiunto il suo primo Wagner.
I teatri e i riconoscimenti
Ha diretto alla Bayerische Staatsoper, alla Komische Oper e alla Wiener Staatsoper, a Stoccarda, alla Semperoper di Dresda, all’Opéra de Lyon e all’Opéra de Paris, al Palau de les Arts di Valencia, al Teatro dell’Opera di Roma, all’Arena di Verona e al Rossini Opera Festival di Pesaro (con Il signor Bruschino e Il viaggio a Reims). È Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres e ha vinto un Diapason d’Or per il DVD della Barbe-bleue di Offenbach.
I debutti del 2026
La primavera 2026 segna il suo debutto al Metropolitan di New York con La traviata, nella nuova produzione di Michael Mayer: ne abbiamo scritto qui. Sempre nel 2026 affronta a Marsiglia il suo primo Wagner con Das Rheingold, ed è atteso anche tra le bacchette dell’Arena di Verona. Da grande interprete rossiniano, vale la pena (ri)scoprire le opere che dirige: la nostra guida a «Il barbiere di Siviglia» e quella al «Tancredi», oltre alla «Traviata» del suo debutto al Met (che puoi anche vedere in streaming).
