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Antonio Pappano, direttore d’orchestra: biografia e carriera

Ha imparato l’opera al pianoforte, accompagnando le lezioni di canto di suo padre. È probabilmente la ragione per cui Sir Antonio Pappano dirige anche il repertorio sinfonico come se qualcuno dovesse respirarci sopra: la frase ha sempre un andamento vocale. Dopo ventidue anni alla guida della Royal Opera House, dal 2024 è alla testa della London Symphony Orchestra.

Chi è

Nato a Epping, nell’Essex, il 30 dicembre 1959, da genitori italiani emigrati l’anno prima da Castelfranco in Miscano, in provincia di Benevento. Il padre Pasquale era maestro di canto, e il primo contatto del figlio con il melodramma avviene al pianoforte, accompagnandone gli allievi. A tredici anni la famiglia si trasferisce nel Connecticut.

A ventun anni è già maestro collaboratore alla New York City Opera. Lo nota Daniel Barenboim, che lo vuole come assistente al Festival di Bayreuth. Debutta sul podio a Oslo nel 1987 e nel 1990 ne diventa direttore musicale; dal 1992 al 2002 è direttore musicale della Monnaie di Bruxelles. Nel 2024 ha pubblicato un libro di memorie, My Life in Music.

Lo stile e il repertorio

Il cuore è il repertorio italiano: Verdi, Puccini e il verismo — Aida, Tosca, Madama Butterfly, Andrea Chénier, quella Rondine che nel 1996 fu la sua prima incisione con la London Symphony. Accanto, Wagner (debutta a Bayreuth nel 1999, e a Londra ha diretto il Ring nella regia di Barrie Kosky) e il repertorio inglese, da Britten a Elgar a Vaughan Williams, di cui sta incidendo l’integrale sinfonica con la LSO.

Chi ci lavora insieme insiste su due qualità: la cura ossessiva del dettaglio e una quantità di energia fuori scala. «La sua attenzione al dettaglio, l’entusiasmo e livelli di energia sorprendenti hanno davvero ispirato l’orchestra», ha detto una delle prime parti del Covent Garden. È anche un ottimo pianista accompagnatore: entrambi i suoi Grammy vengono da dischi di liederistica.

I teatri e i riconoscimenti

Dal settembre 2002 alla fine della stagione 2023/24 è direttore musicale della Royal Opera House di Covent Garden: il più longevo nella storia del teatro, con oltre settecento recite. Si congeda nel giugno 2024 dirigendo l’Andrea Chénier nella regia di David McVicar; dal 1° maggio 2025 è il primo Conductor Laureate del Royal Opera, un titolo creato per lui. Gli è succeduto Jakub Hrůša.

Dal 2005 al 2023 è direttore musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che lo ha poi nominato Direttore Emerito — carica creata per la prima volta nella storia dell’istituzione, e non solo onorifica: comporta impegni concertistici continuativi. Dal settembre 2024 è Chief Conductor della London Symphony Orchestra. Aveva debuttato alla Wiener Staatsoper nel 1993 e al Metropolitan nel 1997.

È stato nominato Knight Bachelor nel 2012 «for services to music» e Commander of the Royal Victorian Order nel 2024, dopo aver diretto la Coronation Orchestra all’incoronazione di Carlo III. Ha vinto la Royal Philharmonic Society Gold Medal nel 2015, il Premio Abbiati come miglior direttore nel 2019 e due Grammy, nel 2016 con Joyce DiDonato e nel 2017 con Ian Bostridge, entrambi come miglior album vocale solistico.

Dove ascoltarlo

Nel maggio 2026 è tornato a Santa Cecilia da Direttore Emerito, con Leonidas Kavakos, per Szymanowski e la Grande di Schubert; in luglio ha diretto Tristan und Isolde in forma di concerto con la LSO al Barbican, con entrambe le date esaurite. La stagione 2026/27 della London Symphony si apre in ottobre con la Seconda di Mahler, prosegue in novembre completando il ciclo Vaughan Williams e, nel luglio 2027, prevede due Traviate in forma di concerto. Al Covent Garden lo attende il Götterdämmerung nel gennaio 2027 e i cicli completi del Ring nel settembre successivo.

Per prepararsi, nella nostra Videoteca ci sono «Tosca» e «Madama Butterfly» in versione integrale.

Martina Moretti

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