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Luca Salsi, baritono: biografia, voce e ruoli

Il 5 aprile 2015 è la data che gli ha cambiato la carriera. Al Metropolitan, Plácido Domingo dà forfait per la matinée di Ernani: Luca Salsi viene chiamato da casa con circa mezz’ora di preavviso, arriva, e canta Don Carlo. La sera stessa, come da programma, torna in scena per Lucia di Lammermoor nel ruolo di Enrico. Due opere diverse in un giorno, nel teatro più esposto del mondo.

Chi è

Nato a San Secondo Parmense, in provincia di Parma, si diploma in canto al Conservatorio «Arrigo Boito» sotto la guida del soprano Lucetta Bizza, per poi proseguire la formazione con il baritono Carlo Meliciani. Nel 2000 vince il Concorso Internazionale Viotti di Vercelli.

Debutta al Metropolitan nel 2007, come Sharpless in Madama Butterfly. Ma è fra il 2015 e il 2021 che si afferma come il baritono verdiano su cui i grandi teatri costruiscono le stagioni: la doppietta del Met, il Simon Boccanegra di Salisburgo del 2019 con Gergiev, e una serie di inaugurazioni scaligere che pochi colleghi possono vantare.

La voce e il repertorio

È un baritono verdiano in senso pieno, con una voce che il Sole 24 Ore ha descritto come «così fine da distinguersi dalla massa sul palcoscenico: incisiva, ricca, lucida, potente e fresca». Il repertorio copre praticamente tutto Verdi: Macbeth e Rigoletto nei ruoli del titolo, Nabucco, Germont nella Traviata, il Conte di Luna nel Trovatore, Simon Boccanegra, Rodrigo di Posa nel Don Carlo, Renato nel Ballo in maschera, Amonasro nell’Aida, Miller nella Luisa Miller, fino al Falstaff.

Accanto a Verdi, il verismo e Puccini: Scarpia nella Tosca, Gérard nell’Andrea Chénier, Michele nel Tabarro, Tonio nei Pagliacci. Ha debuttato come Iago con i Berliner Philharmoniker, portandolo in Italia per la prima volta nel novembre 2020 al Maggio Musicale diretto da Zubin Mehta; e come Alfio nella Cavalleria rusticana nel 2020 con la Chicago Symphony diretta da Riccardo Muti.

I teatri e i riconoscimenti

Alla Scala ha aperto la stagione cinque volte: nel 2017 con Andrea Chénier (Gérard), nel 2019 con Tosca (Scarpia), nel 2020 con il gala A riveder le stelle, nel 2021 con Macbeth nel ruolo del titolo e nel 2023 con Don Carlo (Rodrigo). Il 7 dicembre 2026 sarà la sesta, come Iago nell’Otello diretto da Myung-Whun Chung con la regia di Damiano Michieletto, accanto a Brian Jagde ed Eleonora Buratto.

Canta regolarmente al Metropolitan, a Covent Garden, alla Wiener Staatsoper, all’Opéra de Paris, al Teatro Real, al Liceu, all’Arena di Verona e al Festival di Salisburgo, dove è presenza fissa dal 2015. Nel marzo 2026 ha vinto il Premio Franco Abbiati della critica musicale come miglior cantante, ex aequo con Vida Miknevičiūtė, per il Macbeth del Maggio Musicale e il Rigoletto della Fenice.

Dove ascoltarlo

Nella primavera 2026 è stato Germont nella Traviata del Metropolitan; nell’estate 2026 è all’Arena di Verona con Nabucco e La traviata. Poi l’appuntamento più atteso: l’inaugurazione della Scala del 7 dicembre 2026, e nel maggio 2027 un nuovo Macbeth scaligero nel ruolo del titolo. Con il tenore Francesco Meli forma inoltre una coppia da recital verdiano ormai collaudata, portata alla Scala, alla Fenice e al Maggio.

Nella nostra Videoteca trovi «Rigoletto», «Tosca» e «Aida» in versione integrale.

Martina Moretti

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