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Bologna riabbraccia la *Bohème* di Graham Vick: testamento di un genio e debutto di un astro nascente

Un’eredità che non svanisce, una visione che torna a illuminare il palcoscenico. Dal 23 al 30 novembre 2025, il Comunale Nouveau di Bologna si prepara ad accogliere nuovamente una produzione che ha segnato la storia recente del teatro: *La bohème* di Giacomo Puccini secondo il genio indimenticato di Graham Vick. Non un semplice ritorno, ma la celebrazione di un allestimento iconico, insignito del prestigioso Premio “Abbiati”, che torna a vivere sotto una nuova luce, intrecciando la memoria del grande regista con l’energia di una nuova generazione di artisti.

La novità più attesa è sul podio. A confrontarsi per la prima volta con la partitura pucciniana sarà il giovane direttore belga Martijn Dendievel, classe 1995. Astro nascente della direzione d’orchestra, già apprezzato a Bologna in altre occasioni, Dendievel porta la sua freschezza interpretativa a un’opera che è sinonimo di gioventù. La sua bacchetta avrà il compito di dialogare con la regia potente di Vick, in un affascinante incontro tra la vitalità del presente e un’eredità registica ormai consegnata alla storia.

E che eredità. Quella di Vick non è una *Bohème* consolatoria. Definita dal regista stesso una “commedia umile”, la sua lettura spoglia il capolavoro pucciniano di ogni patina sentimentale per arrivare al nucleo crudo del dramma: la fine della giovinezza di fronte all’ineluttabilità della morte. La vicenda è trasposta in una Bologna universitaria, moderna e riconoscibile, dove i sogni e le bollette non pagate dei bohémiens risuonano con una verità quasi tangibile. La scelta più radicale e commovente resta quella del finale: una Mimì che muore sola, in una stanza vuota, abbandonata da amici incapaci di reggere il peso della tragedia. Una visione spietata e potentissima, che scuote e interroga lo spettatore.

A dare voce e corpo a questi personaggi così umanamente fragili sarà un doppio cast di eccellenza. Il primo cast vedrà protagonisti il soprano Karen Gardeazabal nel ruolo di Mimì e il tenore Stefan Pop in quello del poeta Rodolfo. Accanto a loro, Giuliana Gianfaldoni debutterà al TCBO come Musetta e Vittorio Prato sarà il pittore Marcello. Nelle recite alternative, i ruoli principali saranno affidati a Melissa Purnell, Antonino Siragusa, Francesca Benitez e Luca Galli, a testimonianza della profondità artistica del progetto.

Ripresa oggi da Ron Howell e Yamal das Irmich, con le scene e i costumi senza tempo di Richard Hudson, questa *Bohème* è più di uno spettacolo: è un’esperienza. Un’occasione per il pubblico di confrontarsi non solo con la musica immortale di Puccini, ma anche con il testamento artistico di un regista che ha fatto della verità teatrale la sua missione. Un evento che conferma la capacità del grande teatro d’opera di essere specchio dei nostri tempi, parlando di vita, arte e perdita con una voce che non smette mai di essere necessaria.

Martina Moretti

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