Doppio appuntamento di grande rilievo per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che nel giro di pochi giorni propone due eventi capaci di attraversare generazioni e confini geografici: la lezione-concerto di Giovanni Sollima con la JuniOrchestra, e la partenza del tour europeo dell’Orchestra dell’Accademia guidata da Daniel Harding con il pianista Igor Levit.
Sollima e la JuniOrchestra: musica senza barriere
Domenica 13 aprile, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, Giovanni Sollima torna a dirigere la JuniOrchestra in una lezione-concerto che si preannuncia come un viaggio attraverso epoche e stili. Il programma spazia da Musorgskij a Čajkovskij, da Puccini a Rossini, passando per brani dello stesso Sollima e di John Williams, fino a omaggiare i Queen. Un percorso eclettico che riflette la filosofia del progetto: avvicinare i giovani alla musica attraverso un repertorio che non conosce steccati.
La JuniOrchestra, formazione giovanile dell’Accademia nata nel 2006, rappresenta da quasi vent’anni un modello di eccellenza nella formazione orchestrale. Sotto la guida di Sollima — violoncellista e compositore tra i più originali del panorama contemporaneo — i giovani musicisti affrontano un repertorio che mescola grande tradizione e linguaggi moderni, dimostrando che la musica classica può parlare a tutti.
Harding e Levit: Brahms ed Elgar nelle capitali europee
Lo stesso 13 aprile segna anche l’inizio di un’importante tournée europea dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. Sotto la direzione di Daniel Harding, direttore musicale dell’ensemble, e con la partecipazione del pianista tedesco Igor Levit, l’orchestra toccherà cinque città in meno di una settimana: Parigi (Philharmonie, 13 aprile), Bruxelles (Bozar, 14 aprile), Colonia (Kölner Philharmonie, 15 aprile), Baden-Baden (Festspielhaus, 17 aprile) e Francoforte (Alte Oper, 18 aprile).
Il programma del tour è incentrato su due capolavori del tardo Romanticismo: il Concerto per pianoforte n. 1 in re minore op. 15 di Johannes Brahms — opera giovanile ma già monumentale, che Igor Levit ha nel suo repertorio con un’intensità interpretativa riconosciuta dalla critica internazionale — e le Variazioni Enigma op. 36 di Edward Elgar, pagina orchestrale di rara ricchezza timbrica e profondità emotiva.
La tournée conferma il ruolo dell’Accademia di Santa Cecilia come ambasciatrice della cultura musicale italiana nel mondo, portando nelle più prestigiose sale da concerto europee un programma che unisce rigore interpretativo e intensità espressiva.
