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Da Monteverdi a David Lang: l’Homme Arme e gli allievi di Arezzo chiudono la masterclass di Fabio Lombardo

Cinque secoli di polifonia in un pomeriggio. Domenica 28 giugno la CaMu di Arezzo, nel Palazzo della Fraternità dei Laici affacciato su Piazza Grande, ha ospitato il concerto conclusivo della masterclass dedicata al repertorio rinascimentale tenuta da Fabio Lombardo per la Scuola Superiore per Direttori di Coro della Fondazione Guido d’Arezzo. Sul palcoscenico l’ensemble vocale L’Homme Armé, diretto dallo stesso Lombardo, e gli undici allievi direttori del corso 2025-2026, chiamati a misurarsi davanti al pubblico con un programma che attraversa epoche e stili.

Un programma che dialoga attraverso i secoli

Il filo conduttore tessuto in scaletta è quello del confronto fra polifonia antica e linguaggi corali più recenti: si è aperto con Ben staga tutta questa bella brigada di Filippo Azzaiolo (1530 ca. – 1569), si è passati per Dormiva dolcemente di Giovanni Gabrieli e per Cantiam la bella Clori di Luca Marenzio, fino all’Agnus Dei dalla Messa a 4 voci di Claudio Monteverdi. A chiudere l’arco temporale Again (after Ecclesiastes) di David Lang, brano del 1957 che dialoga a distanza con l’eredità rinascimentale recuperando un testo biblico nella scrittura minimalista del compositore americano.

A salire sul podio—uno dopo l’altro—gli allievi Beatrice Botta, Martina Calcaterra, Giovanna Cerutti, Iris D’Aurizio, Franca Martelli, Guo Qianyu, Dario Maraviglia, Martino Novellino, Valentina Purga, Marco Vigo e Pietrangelo Zicarelli. Per ciascuno, un breve banco di prova sotto gli occhi del proprio docente, in un format che la Fondazione adotta ormai da molti anni proprio per restituire alla preparazione tecnica la dimensione del gesto pubblico.

L’Homme Armé, quarant’anni di musica antica e contemporanea

Fondato nel 1982 a Firenze, L’Homme Armé è uno degli ensemble di riferimento per il repertorio dal Trecento al Seicento, con un’attenzione costante al patrimonio fiorentino e una discografia che spazia da Christophorus a Tactus, da ARTS a Dynamic. Nel corso degli anni il gruppo ha collaborato con Frans Brüggen, Andrew Lawrence-King, Christophe Coin e Andrew Parrott, ma ha progressivamente esteso il proprio campo d’indagine anche al Novecento e alla musica di oggi, cercando le affinità—non sempre evidenti—fra prassi esecutiva storica e linguaggi contemporanei.

Sotto la guida di Fabio Lombardo—formatosi tra Firenze, Parigi e Arezzo e oggi docente di direzione di coro al Conservatorio della Spezia—l’ensemble ha vinto nel 1990 il primo premio al Concorso Internazionale di Llangollen e ha eseguito opere di Berio, Globokar, Nono, Pärt e Sciarrino. Una doppia anima che si riflette nella scelta di chiudere il pomeriggio di Arezzo affiancando Monteverdi a Lang.

La Scuola di direzione di coro: un’eccellenza europea

Il concerto è parte integrante delle attività della Scuola Superiore per Direttori di Coro della Fondazione Guido d’Arezzo, oggi guidata dal maestro Luigi Marzola e considerata uno dei più importanti centri europei per la formazione dei direttori di coro. «I concerti in programma offrono ai nostri allievi direttori un’importante occasione di confronto interpretativo», ha sottolineato Marzola.

Da oltre trent’anni la scuola affianca alle lezioni un calendario di masterclass con docenti di rilievo internazionale, collaborazioni con formazioni corali qualificate e convegni specialistici: un modello formativo che intende coniugare preparazione tecnica, approfondimento musicologico e pratica esecutiva. In una stagione in cui la coralità italiana cerca nuova attenzione—anche grazie a iniziative parallele come il Polifonico—la giornata di Piazza Grande è stata l’ennesima conferma di quanto Arezzo continui a essere un punto di riferimento per chi si forma alla guida di un coro.

Martina Moretti

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