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Davide Livermore, regista: biografia e carriera

C’è un regista che all’opera è arrivato dal palcoscenico, non dalla platea: prima di firmare messe in scena kolossal fatte di LED, proiezioni e videomapping, Davide Livermore ha cantato da tenore accanto a Pavarotti, Domingo e Carreras. Oggi è tra i registi italiani più richiesti e riconoscibili, quattro volte artefice dell’inaugurazione del 7 dicembre alla Scala e alla guida del Teatro Nazionale di Genova.

Chi è Davide Livermore

Nato a Torino l’11 gennaio 1966, Livermore studia canto al Conservatorio di Cuneo e intraprende una prima carriera da tenore, esibendosi in numerosi allestimenti al fianco di artisti come Luciano Pavarotti, Plácido Domingo e José Carreras. La transizione verso la regia matura sul finire degli anni Novanta: è attivo come regista d’opera e di prosa dal 1998, e dal 2002 guida per anni il Teatro Baretti di Torino, spazio dedicato al teatro musicale sperimentale con una forte impronta sul quartiere.

Lo stile e il repertorio

Il marchio di fabbrica di Livermore è un linguaggio scenico fortemente tecnologico: schermi a LED, videoproiezioni e macchine sceniche digitali, sviluppate anche attraverso la società di produzione D-Wok, con cui firma le scenografie in movimento dei suoi spettacoli. È una figura poliedrica, regista d’opera e di prosa oltre che manager teatrale; nel 2023 ha diretto anche il suo primo film, The Opera!, in co-regia con Paolo Gep Cucco. Il suo repertorio operistico attraversa i grandi titoli dell’Ottocento italiano, da Verdi (Attila, Macbeth, La forza del destino) a Puccini (Tosca, Turandot), spesso riletti in chiave cinematografica.

I teatri e i riconoscimenti

La carriera internazionale di Livermore passa dalla Spagna: nel 2013 è nominato direttore artistico del Centre de Perfeccionament Plácido Domingo al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, di cui diventa poi Intendente (sovrintendente e direttore artistico) dal 2015 al 2017. Dal 1° gennaio 2020 è direttore del Teatro Nazionale di Genova, incarico che ricopre tuttora. Ma è al Teatro alla Scala di Milano che ha lasciato il segno più visibile, firmando quattro inaugurazioni di stagione consecutive il 7 dicembre: Attila di Verdi (2018), Tosca di Puccini (2019), il grande evento televisivo …A riveder le stelle nell’anno della pandemia (2020) e Macbeth di Verdi diretto da Riccardo Chailly (2021). Tra i riconoscimenti spiccano la nomina a Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia (2016), il Premio Campoamor a Oviedo per La forza del destino (2015) e il Prix de la Critique de l’Europe Francophone.

Dove trovarlo

Nell’estate 2026 il suo allestimento cinematografico dell’Aida al Circo Massimo ha inaugurato la stagione estiva dell’Opera di Roma, riprendendo la produzione presentata a maggio. In primavera è tornata alla Scala la sua Turandot del centenario pucciniano, mentre in dicembre la sua Luisa Miller inaugura la stagione del San Carlo. Per conoscere meglio il teatro delle sue inaugurazioni leggi la nostra scheda sul Teatro alla Scala; e se vuoi seguire la grande lirica da casa, dai un’occhiata alla nostra guida su dove vedere l’opera in streaming.

Martina Moretti

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