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Uno specchio infranto per Violetta: la prima «Traviata» di Damiano Michieletto debutta a Bregenz già sold-out fino al 2027

«L’idea che ho avuto per sintetizzare la vicenda di Traviata è quella di uno specchio rotto: rappresenta il destino di una donna celebrata da una società che, al tempo stesso, è quella che la distrugge». Sono le parole di Damiano Michieletto, che dal 22 luglio al 23 agosto mette in scena la sua prima Traviata al Bregenzer Festspiele, il festival lirico internazionale noto in tutto il mondo per il palcoscenico galleggiante costruito sulle sponde del lago di Costanza.

La nuova produzione — che segna anche la prima rappresentazione dell’opera di Verdi nella storia della rassegna — è proposta in 28 serate per un totale di 188 mila biglietti, ed è sold-out da Pasqua 2026. Si tratta del tutto esaurito realizzato più rapidamente negli ottant’anni di storia del Festival di Bregenz. L’allestimento sarà riproposto anche nel 2027 con lo stesso numero di repliche e di posti disponibili, raggiungendo un totale complessivo di 376 mila biglietti messi a disposizione fra le due edizioni.

Lo specchio, l’acqua, gli anni Venti

Al centro del cosiddetto Seebühne domina un’imponente scenografia firmata da Paolo Fantin: uno specchio frammentato le cui grandi superfici riflettono il mondo interiore di Violetta Valéry, sospeso fra aspirazione al glamour, desiderio e vulnerabilità. La direzione musicale è affidata a Kirill Karabits in alternanza a Pietro Rizzo; i costumi sono di Carla Teti, le luci di Alessandro Fantin, i video di Roland Horvath, i movimenti coreografici di Thomas Wilhelm e il sound design di Alwin Bösch e Clemens Wannemacher.

«Violetta è sempre al centro di una festa e per questo l’ambientazione che ho scelto è quella degli anni Venti, con un riferimento al mondo di Fitzgerald e del Grande Gatsby — prosegue Michieletto —. Un universo scintillante, edonistico, costantemente proiettato nella celebrazione della vita, ma in cui nessuno conosce l’intimità, la sofferenza, il dolore e la malattia di Violetta, che in questa storia assumono un ruolo centrale».

Per il regista veneziano l’allestimento non segna solo la sua prima Traviata, ma anche il debutto sul palcoscenico di Bregenz — che, sottolinea, «richiede una forma di pensiero e di narrazione unica, in cui la scenografia deve essere in grado di parlare da sola. L’acqua diventa qui un elemento drammaturgico fondamentale, in costante dialogo con l’azione scenica».

Tre Violette, tre Alfredi, tre Germont

Nel ruolo di Violetta Valéry si alternano Stacey Alleaume, Julia Muzychenko e Marjukka Tepponen; in quello di Alfredo Germont Julien Behr, Long Long e José Simerilla Romero. A vestire i panni di Giorgio Germont sono Audun Iversen, Kostas Smoriginas e Vladimir Stoyanov. Un turnover imponente, necessario per reggere un ciclo di 28 recite ravvicinate su un palcoscenico esposto a vento, umidità e imprevisti meteorologici del lago.

Dopo Bregenz, l’Otello che apre la Scala

La Traviata di Bregenz è, per Michieletto, il grande antipasto di una stagione destinata a lasciare il segno: il regista è atteso il 7 dicembre al Teatro alla Scala per inaugurare la Stagione 2026/27 con un nuovo allestimento di Otello. Due letture verdiane a distanza di pochi mesi che confermano il ruolo di primo piano del regista veneziano nel panorama internazionale.

Informazioni pratiche

Dal 22 luglio al 23 agosto — Seebühne, Bregenz (Austria). Tutte le repliche 2026 sono esaurite; l’allestimento sarà riproposto nel 2027. Info: bregenzerfestspiele.com.

Martina Moretti

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