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Luca Micheletti tra Yuri Egorov e il Filottete di Sofocle: arte, esilio e prossimi impegni al Teatro Greco di Siracusa

L’arte e l’esilio di Yuri Egorov, pianista russo morto di Aids a soli trentaquattro anni, tornano sulla scena italiana grazie a uno spettacolo firmato da Luca Micheletti. Un pianoforte in esilio, recital che intreccia parole e musica scritto e interpretato dall’attore, baritono e regista bresciano, è andato in scena domenica 17 maggio al Teatro Borsoni di Brescia. La produzione, curata da Cieli Vibranti in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano e con il patrocinio del Comune di Brescia, ha visto Micheletti dividere il palco con il pianista iraniano Ramin Bahrami, che con Egorov condivide proprio l’esperienza di esule e che ha interpretato alcuni brani di Robert Schumann.

Cinquant’anni dalla fuga di Egorov

Era il 1976 — esattamente cinquant’anni fa — quando Yuri Egorov venne invitato in Italia, a Brescia, per sostituire in concerto Arturo Benedetti Michelangeli. Da allora non fece più ritorno in Unione Sovietica. Fuggì prima a Roma, poi ad Amsterdam, dove iniziò una seconda vita lontana dal controllo del regime, sperimentando una nuova libertà artistica e personale. Morto di Aids a trentaquattro anni, di Egorov permane il ricordo di un talento vitale e bruciante.

«Le tensioni di un artista capace di incarnare le inquietudini del suo tempo, che paiono specchiarsi nell’intensità di una vita breve ma libera, orientata al coraggio e all’appropriazione identitaria al di fuori degli stereotipi». — Luca Micheletti

Lo spettacolo intreccia storia reale e immaginaria, mettendo la sensibilità di drammaturgo e interprete di Micheletti al servizio della tensione artistica del pianista russo. Una riflessione sull’esilio — geografico, politico, identitario — che continua a riguardare l’arte contemporanea.

Dal teatro di prosa al canto lirico

Attore, regista e baritono dalla carriera internazionale, Luca Micheletti si è recentemente distinto nel ruolo del titolo in Macbeth diretto da Riccardo Muti al Teatro Regio di Torino. Il suo percorso artistico nasce nel teatro di prosa: dirige «I Guitti» di Brescia, collabora con i maggiori teatri e festival italiani, ottiene riconoscimenti tra i più prestigiosi del settore — il Premio Ubu nel 2011, il Pirandello nel 2015, il Premio Enriquez nel 2024.

Il debutto come cantante risale al 2018 e segna un rapido affermarsi sulla scena internazionale, sia come interprete sia come regista. Tra gli allestimenti d’opera e di prosa da lui recentemente firmati si ricordano il Simon Boccanegra alla Fenice di Venezia, L’ultimo viaggio di Sindbad di Silvia Colasanti al Teatro dell’Opera di Roma e Aiace al Teatro Greco di Siracusa.

Il ritorno a Siracusa nel 2027 con Filottete

Proprio Siracusa segnerà la prossima tappa di Micheletti come regista. Nel 2027, in occasione della 62ª Stagione di rappresentazioni classiche dell’INDA al Teatro Greco di Siracusa, Micheletti tornerà a confrontarsi con la drammaturgia sofoclea mettendo in scena il Filottete, dopo l’esperienza dell’Aiace. Un ritorno tra le pietre del più antico teatro greco al mondo che conferma la doppia natura — operistica e tragica, contemporanea e classica — del percorso artistico del regista bresciano.

Martina Moretti

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