Mancano poche settimane all’apertura, e il Festival della Valle d’Itria continua a svelare le carte di una cinquantaduesima edizione che si annuncia tra le più ricche e ambiziose degli ultimi anni. Accanto alle tre opere che ne costituiscono l’ossatura, il cartellone 2026 di Martina Franca si allarga a una costellazione di concerti, rassegne e incontri, confermando la vocazione del Festival a essere insieme custode del belcanto e laboratorio di sperimentazione.
Tre titoli, tre scommesse
Il cuore operistico ruota attorno a un trittico di rara originalità. Da un lato il dittico novecentesco che accosta il Pulcinella di Igor Stravinskij alla Favola di Orfeo di Alfredo Casella; dall’altro un evento destinato a far discutere gli studiosi: la Carmen di Georges Bizet nella sua composizione originaria del 1874, proposta in prima rappresentazione assoluta in forma scenica. A completare il quadro, il recupero di un raro gioiello del repertorio storico, Il schiavo di sua moglie di Francesco Provenzale, nel solco di quella riscoperta filologica che da sempre è marchio di fabbrica del Festival.
I grandi concerti
Tra gli appuntamenti sinfonici spicca il Concerto dello Spirito, in programma il 17 luglio nella Basilica di San Martino: sul podio il maestro Giovanni Pelliccia dirigerà l’Orchestra ICO della Magna Grecia in un viaggio tra le liriche del Mediterraneo, da Stravinskij a Britten, fino a una prima assoluta — Lamento dal Mare, opera commissionata dal Festival al giovanissimo compositore spagnolo Jorge Coll Navarro. Un segno concreto di quell’attenzione ai nuovi linguaggi che attraversa tutta la programmazione.
Atteso anche il Concerto Sinfonico a Palazzo Ducale, con il ritorno della talentuosa Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala guidata da Diego Ceretta, in un programma che intreccia Stravinskij, Schubert e Castelnuovo-Tedesco. Non mancheranno i tradizionali Concerti del Sorbetto tra i chiostri del centro storico, affidati al Quartetto Adorno, al giovane violinista Paride Losacco e agli artisti dell’Accademia del Belcanto «Rodolfo Celletti» accompagnati dal pianista Francisco Manuel Soriano; e i quattro appuntamenti di Mediterraneo in musica, tra masserie e luoghi suggestivi della Valle, con interpreti come Francesco D’Orazio, Liubov Gromoglasova, Danilo Squitieri e Pino De Vittorio.
Parola, corpo, musica
La novità più significativa di questa edizione è forse l’apertura a una commistione di linguaggi. Al regista e narratore Marco Baliani è affidato Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino, spettacolo di teatro musicale in scena il 20 e 21 luglio al Chiostro di San Domenico, costruito attorno al tema del viaggio per mare, tra fuga, transito e ricerca di un approdo. Torna inoltre la danza: il dittico Pulcinella / La favola di Orfeo, diretto da Nicolò Umberto Foron, ospiterà sul palcoscenico di Palazzo Ducale la compagnia Eko Dance Project.
A suggellare lo spirito inclusivo della manifestazione, infine, le nuove tariffe agevolate dedicate agli under 30 e agli under 18: non soltanto un’opportunità economica, ma un messaggio chiaro: l’opera e la musica classica appartengono a tutti, e meritano di essere scoperte anche e soprattutto dalle nuove generazioni.
