Le medaglie celebrative dedicate a Maria Callas fanno tappa nella Capitale. Lunedì 15 giugno, alle ore 12.00, la Sala Presidenziale – la cosiddetta Sala Grigia – del Teatro dell’Opera di Roma ospita la cerimonia di consegna dei riconoscimenti #veronacallas100, attribuiti dal Festival Internazionale Maria Callas di Verona ai teatri italiani che accolsero la Divina nel corso della sua carriera e ad alcune istituzioni culturali legate al suo percorso artistico.
L’iniziativa nasce in occasione del centenario dalla nascita del soprano: per celebrarlo, il Festival ideato dal maestro Nicola Guerini ha realizzato una medaglia da conferire a cento eccellenze tra artisti, intellettuali, imprenditori, enti, istituti di alta cultura e di ricerca scientifica. A individuare i destinatari è stato un apposito comitato che riunisce studiosi e nomi illustri della cultura, tra cui Simone Di Crescenzo, Giovanni Gavazzeni, Stephen Hastings, Piero Mioli e Mario Tedeschi Turco.
Ventiquattro teatri, da Verona all’Opera di Roma
Cuore del progetto è il legame profondo tra Maria Callas e i palcoscenici italiani. Dopo le prime medaglie assegnate alla Fondazione Arena di Verona – la città dove la cantante debuttò nel 1947 – e al Teatro Regio di Torino, il riconoscimento viene ora esteso ai ventiquattro teatri che ne ospitarono la voce. Tra questi il Politeama Rossetti di Trieste, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Dante Alighieri di Ravenna, il Teatro Donizetti di Bergamo, il Teatro Duse di Bologna, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria, il Teatro Grande di Brescia, il Maggio Musicale Fiorentino, i due Teatri Massimo di Cagliari e Palermo, il Massimo Bellini di Catania, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il Teatro Regio di Parma, il Teatro di San Carlo di Napoli, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Sociale di Rovigo e i Teatri Verdi di Pisa e Trieste, fino al Teatro dell’Opera di Roma.
Nel corso della cerimonia saranno premiate anche tre realtà culturali romane: il Fondo Luchino Visconti della Fondazione Gramsci, l’Archivio Storico dell’Istituto Luce e l’Associazione Anfiparnaso, segnalate per il contributo alla conservazione e alla valorizzazione della memoria callasiana.
Una medaglia chiamata «100 Petali»
Il riconoscimento porta il nome di 100 Petali per Maria Callas. Ideato dal designer Christian Fae e prodotto dall’Atelier Arte Poli, è realizzato in bronzo argentato con l’antica tecnica della cera persa e impreziosito da uno smalto rosso. L’opera sintetizza, attraverso pochi segni essenziali, gli anelli ellittici dell’Arena di Verona – la città da cui prende avvio il progetto – e un palcoscenico a forma di petalo dal rosso acceso, evocazione del fuoco greco che alimentava l’arte del celebre soprano.
La cerimonia, alla presenza dei rappresentanti istituzionali dei teatri e degli enti coinvolti, sarà introdotta dal sovrintendente dell’Opera di Roma Francesco Giambrone, dal presidente del Festival Internazionale Maria Callas Nicola Guerini e dal referente per la ricerca scientifica e i progetti culturali Simone Di Crescenzo. A sottolineare il legame che unì Callas alla Grecia e alla Francia, l’evento sarà impreziosito dalla presenza dell’Ambasciata della Repubblica Ellenica in Italia, rappresentata dall’ambasciatrice Eleni Sourani, e dell’Ambasciata di Francia.
«Con la consegna delle medaglie #veronacallas100 rendiamo omaggio ai teatri e alle istituzioni che hanno contribuito a custodire e valorizzare l’eredità artistica di Maria Callas – dichiara Nicola Guerini –. Celebriamo il legame profondo tra la Divina e l’Italia, ricordando il ruolo fondamentale che questi luoghi hanno avuto nella sua straordinaria carriera e nella storia culturale del nostro Paese».
Giunto al suo dodicesimo anno di attività, il Festival ha promosso oltre un centinaio di incontri in sinergia con partner prestigiosi e conta tra le sue iniziative di punta le nove edizioni del Premio Internazionale Maria Callas, conferito a interpreti di fama mondiale come Renato Bruson, Raina Kabaivanska, Leo Nucci, Michele Pertusi, Giovanna Casolla e Barbara Frittoli.
