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Riccardo Muti, direttore d’orchestra: biografia e carriera

Ha compiuto ottantacinque anni il 28 luglio 2026, e continua a dirigere con la stessa idea che ha difeso per sessant’anni: che sulla partitura ci sia scritto tutto, e che il compito dell’interprete sia leggerla davvero, non decorarla con abitudini tramandate. Riccardo Muti è il direttore italiano più conosciuto al mondo, e anche il più intransigente sul punto — contro le licenze dei cantanti come contro l’autorità presunta dei registi.

Chi è

Nato a Napoli il 28 luglio 1941, da padre molfettese e madre napoletana, cresce fra Molfetta e Napoli e comincia dal violino. Si diploma in pianoforte al Conservatorio San Pietro a Majella con Vincenzo Vitale, poi al Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Milano studia composizione con Bruno Bettinelli e direzione d’orchestra con Antonino Votto, che era stato assistente di Toscanini alla Scala: una linea di trasmissione diretta che Muti ha sempre rivendicato.

Nel 1967 vince all’unanimità il Concorso «Guido Cantelli» di Milano, e la carriera parte subito: dal 1968 al 1980 è alla guida del Maggio Musicale Fiorentino. Nel 1971 Herbert von Karajan lo invita al Festival di Salisburgo, dove debutta anche con i Wiener Philharmoniker — un rapporto che dura da oltre cinquant’anni e più di cinquecento concerti. Nel 1972 i professori della Philharmonia di Londra lo chiamano a succedere a Otto Klemperer; nel 1980 subentra a Eugene Ormandy alla Philadelphia Orchestra, dove resta fino al 1992.

Lo stile e il repertorio

Il repertorio-firma è Verdi — oltre venti titoli, dai capolavori ai rari I due Foscari e I masnadieri — accanto a Mozart (la trilogia Da Ponte come pilastro), Gluck e Cherubini. Ma la vena più personale è la riscoperta del Settecento napoletano, condotta soprattutto nei cinque anni alla guida del Festival di Pentecoste di Salisburgo (2007-2012), con titoli come il Demofoonte di Jommelli e Il ritorno di Don Calandrino di Cimarosa. Alla Scala ha riportato in vita La vestale di Spontini, la Lodoïska di Cherubini, l’Armide di Gluck, il Moïse et Pharaon rossiniano.

La sua posizione sull’esecuzione è nota e ripetuta con costanza: rispettare «la parola, il ritmo e il colore» scritti dal compositore, contro le tradizioni esecutive mai annotate in partitura. «Dobbiamo essere custodi del nostro patrimonio» è la formula con cui la riassume.

I teatri e i riconoscimenti

Dal 1986 al 2005 è direttore musicale del Teatro alla Scala: il mandato più lungo nella storia del teatro, con diciotto inaugurazioni del 7 dicembre fra il 1987 e il 2004 — dal Don Giovanni alla Vestale, dal Macbeth al Fidelio con la regia di Werner Herzog. Il 7 dicembre 2004 dirige la riapertura del teatro restaurato con L’Europa riconosciuta di Salieri, la stessa opera che aveva inaugurato la Scala nel 1778, ricostruita dai manoscritti. Il rapporto si chiude nella primavera del 2005: il 24 febbraio il consiglio d’amministrazione rimuove il sovrintendente Carlo Fontana, il 16 marzo l’assemblea dei lavoratori vota una mozione di sfiducia nei suoi confronti, il 2 aprile Muti si dimette.

Dal 2010 al 2023 è direttore musicale della Chicago Symphony Orchestra, che lo ha nominato Music Director Emeritus for Life; con la CSO ha vinto due Grammy nel 2011 per la Messa da Requiem di Verdi. Ha diretto sette Concerti di Capodanno a Vienna (1993, 1997, 2000, 2004, 2018, 2021, 2025) ed è membro onorario dei Wiener Philharmoniker, direttore onorario a vita del Teatro dell’Opera di Roma e, dal giugno 2026, chef émérite dell’Orchestre National de France. Fra i riconoscimenti recenti, il Premio Ratzinger e il titolo di Benemerito della Lingua Italiana dell’Accademia della Crusca, entrambi nel dicembre 2025.

Due iniziative raccontano il suo lavoro fuori dai teatri. L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata nel 2004, accoglie strumentisti under 30 che restano in organico per soli tre anni, per lasciare posto ad altri. E «Le vie dell’Amicizia», dal 1997, porta concerti in città ferite da guerre o catastrofi: Sarajevo, Ground Zero a New York, Nairobi, Kiev, Lampedusa. Dal 2015, con la Riccardo Muti Italian Opera Academy, insegna a giovani direttori e maestri collaboratori con prove-lezione aperte al pubblico.

Dove ascoltarlo

Nel luglio 2026 ha portato in tournée l’Orchestra Cherubini insieme a circa cinquecento studenti dei Conservatori italiani, fra Pompei, Lucca e Ostuni, con un programma interamente italiano. In agosto è al Festival di Salisburgo con la Messa da Requiem di Verdi e i Wiener Philharmoniker; in ottobre al Musikverein, in dicembre di nuovo a Chicago, e nel marzo 2027 a Parigi con Attila in forma di concerto.

Nella nostra Videoteca trovi il «Aida» integrale e la guida alla «Traviata»; fra i cantanti che hanno lavorato spesso con lui ci sono Gregory Kunde e Luca Micheletti.

Martina Moretti

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