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Balanchine sbarca al Costanzi: il «Sogno di una notte di mezza estate» debutta per la prima volta a Roma

Dal 9 al 14 giugno il Teatro dell’Opera di Roma porta per la prima volta al Costanzi Sogno di una notte di mezza estate di George Balanchine, capolavoro coreografico del 1962 ispirato alla celebre commedia shakespeariana. Un appuntamento che impegna tutti i complessi artistici della Fondazione – il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, l’Orchestra e il Coro – e che vede ospite l’étoile dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park, di ritorno a Roma dopo il recente debutto nei panni di Nikiya nella Bayadère.

Sul podio Karen Durgaryan, mentre Ciro Visco prepara il Coro. Le voci soliste sono affidate alle allieve di Fabbrica Young Artist Program Jessica Ricci e Maria Elena Pepi. Scene e costumi portano la firma di Gianluca Falaschi, le luci quelle di Valerio Tiberi; al fianco dei complessi del Teatro saliranno anche gli allievi della Scuola di Danza dell’Opera di Roma.

Il cast: étoile, primi ballerini e solisti si alternano nei ruoli principali

Tra i protagonisti, l’étoile Alessandra Amato veste i panni di Elena, mentre la prima ballerina Marianna Suriano sarà Titania. Il ruolo di Oberon è condiviso fra Mattia Tortora e il primo ballerino Simone Agrò, che nelle date alterne interpreta anche Puck (insieme a Gabriele Consoli). Tortora indosserà inoltre i panni di Teseo, in alternanza con Giacomo Castellana, anch’egli impegnato come Demetrio insieme a Valerio Marisca. La solista Marta Marigliani sarà Ermia, Walter Maimone interpreterà Lisandro, Federica Azzone vestirà Ippolita. Nel divertissement spiccano Sae Eun Park (9 e 10 giugno) e la solista Sara Loro.

Da Mendelssohn a Balanchine, una storia che attraversa due secoli

L’universo musicale del Sogno nasce nel 1826 con l’Ouverture composta da un Mendelssohn appena diciassettenne, e si completa nel 1842 con le musiche di scena scritte per una produzione del dramma shakespeariano andata in scena a Potsdam l’anno seguente. Tra i brani più celebri figura la Marcia nuziale. Balanchine, uno dei maestri assoluti del Novecento coreutico, creò la propria versione di A Midsummer Night’s Dream nel 1962 per il New York City Ballet, intrecciando virtuosismo tecnico e poesia scenica.

La versione coreografica della commedia shakespeariana era già approdata al Costanzi nelle letture di Pierre Lacotte (1988), Luc Bouy (2004) e Paul Chalmer (2009): questa è però la prima volta che l’Opera di Roma adotta la lettura balanchiniana. La prima rappresentazione è in programma martedì 9 giugno alle ore 20, con repliche fino al 14 giugno. Biglietti disponibili sul sito operaroma.it e al Botteghino del teatro.

Martina Moretti

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