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Dal centenario di «Turandot» a «Death in Venice»: la stagione lirica 2026/27 del Teatro Ponchielli

Mentre il Monteverdi Festival è appena entrato nel vivo — inaugurato il 7 giugno dal Vespro della Beata Vergine — il Teatro Ponchielli di Cremona lascia filtrare i primi contorni della prossima stagione lirica. E il disegno che emerge è quello di un grande viaggio attraverso due secoli di teatro musicale, capace di mettere in dialogo la tradizione italiana e quella europea, il repertorio più amato e le nuove letture sceniche.

Cinque i titoli in cartellone, distribuiti tra l’autunno 2026 e l’inverno 2027, in un percorso che parte dal tardoromanticismo pucciniano per arrivare al teatro musicale del Novecento, passando per Verdi, Rossini e il verismo della Giovane Scuola.

Un’apertura nel segno del centenario pucciniano

Ad alzare il sipario, il 2 e 4 ottobre, sarà Turandot di Giacomo Puccini, proposta nell’anno del centenario della prima rappresentazione. Un omaggio che guarda però decisamente al futuro: sul podio salirà Alessandro D’Agostini, mentre la nuova produzione porterà la firma del collettivo creativo under 35 Floret Umbra, vincitore del bando internazionale promosso da OperaLombardia, Teatro del Giglio di Lucca e Teatro Coccia di Novara proprio per celebrare l’anniversario dell’opera. La regia è affidata a Nadir Dal Grande.

Dal punto di arrivo della grande tradizione melodrammatica si torna poi al cuore dell’Ottocento: il 27 e 29 novembre andrà in scena Un ballo in maschera, una delle pagine della piena maturità verdiana, diretta da Andrea Solinas con la regia di Roberto Catalano.

Dal belcanto al verismo, fino al Novecento europeo

Il 10 e 12 dicembre sarà la volta de L’Italiana in Algeri, capolavoro della giovinezza di Gioachino Rossini, affidato alla bacchetta di Alessandro Palumbo e alla regia di Fabio Cherstich: uno dei vertici dell’inventiva comica e ritmica dell’opera italiana. Con il nuovo anno arriva invece il verismo: il 22 e 24 gennaio 2027 il dittico Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, simbolo per eccellenza della poetica della Giovane Scuola, con la direzione di Biagio Micciulla e la regia di Davide Marranchelli.

A chiudere idealmente l’itinerario, il 5 e 7 febbraio 2027, sarà Death in Venice di Benjamin Britten. Tratto dal celebre racconto di Thomas Mann, il capolavoro del compositore inglese spalanca la prospettiva sul Novecento europeo e su una concezione del teatro musicale più introspettiva e psicologica. Sul podio Daniel Smith, la regia è firmata da Rodula Gaitanou.

Guide all’ascolto e ricerca musicologica

Ad accompagnare il pubblico lungo il percorso ci sarà il ciclo L’opera si rivela, gli incontri di guida all’ascolto che precederanno ogni titolo, in programma la domenica antecedente gli spettacoli alle 11 nel Ridotto del Teatro. La stagione troverà inoltre un completamento naturale in Casa Ponchielli. Live – Lectures – Heritage, il progetto che negli ultimi anni si è affermato come spazio di riflessione sull’Ottocento musicale italiano, frutto della collaborazione tra il Centro Studi Amilcare Ponchielli, il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (sede di Cremona) e il Conservatorio cittadino.

Le date di vendita di abbonamenti e biglietti singoli, fa sapere il teatro, saranno comunicate successivamente.

Martina Moretti

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