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«Napoli milionaria» di Rota debutta a Bologna: Marcelo Lombardero firma il suo primo allestimento italiano

Arriva per la prima volta al Teatro Comunale di Bologna uno dei titoli più significativi del teatro musicale del secondo Novecento: Napoli milionaria, ultima opera di Nino Rota tratta dall’omonima commedia di Eduardo De Filippo. Il dramma lirico in tre atti va in scena da venerdì 12 giugno alle 20 — anche in diretta su Rai Radio3 — con repliche fino al 17 giugno al Comunale Nouveau, nel nuovo allestimento che segna il debutto in Italia del regista argentino Marcelo Lombardero.

Non è una data qualunque: lo spettacolo è l’ultimo titolo rappresentato al Nouveau, la «casa temporanea» che dal febbraio 2023 ha ospitato la fondazione lirico-sinfonica felsinea in attesa del ritorno, dal prossimo febbraio, nella storica sede rinnovata di Piazza Verdi. Un congedo affidato a un’opera dal gusto amaro, in cui ironia e tragedia convivono nel ritratto di una famiglia napoletana travolta dalla guerra.

Lombardero: «Una responsabilità enorme»

«Pensare di portare in scena Napoli milionaria mi pone di fronte a una responsabilità enorme — commenta Lombardero —. Come regista sento il dovere di raccontare questa storia rispettando gli elementi concepiti dai suoi creatori e, allo stesso tempo, di utilizzare la forma scenica come uno strumento didattico capace di rivelarne il significato più profondo. Sia l’opera di De Filippo sia la versione operistica di Rota attingono al teatro popolare, costituendo uno dei pilastri del neorealismo. Oggi quei materiali si caricano di nuovi significati: diventano tangibili, vicini, necessari».

Formatosi come baritono prima di dedicarsi alla regia, Lombardero è direttore artistico della Compañía Nacional de Ópera del Messico ed è stato alla guida del Teatro Argentino de La Plata e del Teatro Colón di Buenos Aires. A Bologna firma anche il disegno luci, affiancato da Diego Siliano alle scene e Luciana Gutman ai costumi.

Sul podio James Feddeck, un cast di oltre venti voci

Torna sul podio della compagine felsinea il direttore statunitense James Feddeck, insignito nel 2013 del Sir Georg Solti Conducting Award, chiamato a misurarsi con una partitura vocalmente complessa che coinvolge una ventina di personaggi.

«La partitura si pone come naturale evoluzione dell’eredità del belcanto — racconta Feddeck — arricchita dalla sensibilità drammatica di Rota e dalla sua capacità di intrecciare la canzone popolare napoletana con una scrittura orchestrale raffinata. Nell’atto finale i motivi dei personaggi si intrecciano e si dissolvono l’uno nell’altro, rispecchiando il disfacimento psicologico e morale dei protagonisti».

Nei ruoli principali si alternano nelle cinque recite il basso-baritono Paolo Bordogna e Bruno Taddia (Gennaro Jovine), i soprani Carmen Giannattasio e Laura Stella (Amalia), Mariam Battistelli e Claudia Ceraulo (Maria Rosaria), Marco Miglietta e Raffaele Feo (Amedeo), Matteo Falcier e Kazuki Yoshida (Errico «Settebellizze»). Completano la locandina numerosi talenti formatisi alla Scuola dell’Opera del TCBO, con l’Orchestra e il Coro della fondazione, quest’ultimo preparato da Giovanni Farina.

Da Spoleto a Bologna, la riscoperta di un capolavoro

Tratta dalla commedia di De Filippo del 1945, Napoli milionaria debuttò nel 1977 al Festival dei Due Mondi di Spoleto con la regia dello stesso autore napoletano. Accolta inizialmente con qualche riserva, è stata progressivamente rivalutata fino a imporsi tra i titoli più importanti del teatro musicale italiano del dopoguerra. La musica di Rota — già premio Oscar per la colonna sonora di Amarcord — intreccia canzone napoletana, verismo, jazz e musical con una tensione drammatica capace di restituire il disorientamento di una famiglia, e di un Paese, travolti dal conflitto.

I biglietti, da 25 a 130 euro, sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale. Le recite sono precedute, circa 45 minuti prima dell’inizio, da una breve introduzione all’opera nel foyer del Comunale Nouveau.

Martina Moretti

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