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Edward Clug porta «Cluster» al Comunale Nouveau: quattro coreografie minimaliste del Balletto di Maribor a Bologna

Quattro coreografie in un’unica serata, due in prima italiana, una compagnia che da oltre vent’anni è diventata sinonimo di una specifica idea di danza in Europa. Mercoledì 24 e giovedì 25 giugno alle 20.30, il Comunale Nouveau ospita Cluster, lo spettacolo del coreografo rumeno Edward Clug con il Balletto di Maribor, all’interno della Stagione di Danza 2026 del Teatro Comunale di Bologna.

Il programma assembla quattro lavori cesellati da Clug fra il 2015 e il 2022 per il Nederlands Dans Theater 1 e 2: Proof, Mutual Comfort, Handman e Cluster, che dà il titolo all’intera serata. Una sequenza che, vista nel suo arco complessivo, restituisce con chiarezza l’estetica del coreografo: rigore geometrico, vocabolario neoclassico inflesso da una sintassi contemporanea, costante interrogazione del rapporto fra l’individuo e il gruppo.

Proof, sui suoni dei Radiohead

Apre la serata Proof, creata nel 2017 sui brani dei Radiohead e di Thom Yorke. Un mondo ipnotico in cui i temi della fragilità e della resilienza umana si materializzano nel ritmo e nell’introspezione di un dirigibile sospeso immobile sul palco — la metafora visiva attorno alla quale Clug ha costruito l’intero lavoro. «I Radiohead — racconta il coreografo — trasformano emozioni contemporanee come il trauma, l’isolamento, la perdita di connessione con sé stessi e con la società, in bellezza. E quella bellezza viene poi vissuta anche attraverso gli sforzi dei danzatori». Luci di Tom Visser, scene di Marko Japelj, costumi di Leo Kulaš.

La trilogia su Milko Lazar

Tre coreografie seguono, tutte sulla musica del compositore sloveno Milko Lazar. Mutual Comfort, creata nel 2015, analizza le sfumature dell’interazione fisica ed emotiva: un quartetto dichiaratamente «intricato — spiega Clug — non solo a livello coreografico, ma anche emotivo e visivo», sorretto da una scrittura musicale ridotta all’osso, due sintetizzatori e due violoncelli.

Handman, del 2016, è un viaggio giocoso fatto di attimi e incontri fugaci, costruito anche sulle musiche di Justin Hurwitz e Tim Simonec. Il titolo, racconta Clug, fa riferimento a un momento musicale specifico, quasi impercettibile: «mentre passiamo oltre, le sequenze coreografiche si svelano davanti a noi, culminando in situazioni di danza fortemente ispirate dalla composizione di Lazar e dall’esperienza condivisa con i danzatori».

Cluster, la geometria del gruppo

Chiude la serata Cluster, il lavoro più recente (2022). È, dichiaratamente, un’esplorazione del movimento come forza collettiva: una rete di interconnessione e contrasto in cui i danzatori sincronizzano i propri movimenti con una precisione «quasi disumana», da computer. «Cluster significa gruppo, fascio — commenta Clug — e deriva dall’immagine finale dello spettacolo, dove un gruppo di danzatori si muove all’unisono: tutti immersi in una routine quotidiana». Una riflessione sul confine fragile fra individualità ed esperienza umana condivisa, che sigilla il programma con un’immagine destinata a restare nella memoria visiva degli spettatori.

Clug e il Balletto di Maribor, vent’anni di estetica condivisa

Premiato nel 2022 con l’Ordine d’Argento al Merito dello Stato di Slovenia e con la Medaglia al Merito Culturale della Romania, Edward Clug è oggi uno dei coreografi più richiesti della scena internazionale. Dirige il Balletto di Maribor — parte integrante del Teatro Nazionale Sloveno — dal 2003, e con la compagnia ha firmato titoli che hanno fatto epoca, da Radio & Juliet (2005) al Sacre du Printemps (2012), fino al Peer Gynt di Grieg che nel 2025 è stato uno dei successi più applauditi del Teatro alla Scala. Le sue collaborazioni includono Balletto di Zurigo, Bolshoi, Balletto di Stato di Vienna, Les Grands Ballets Canadiens di Montréal e Balletto Nazionale Ceco.

Il Balletto di Maribor è rinomato per la sua capacità di tenere insieme classico, neoclassico e contemporaneo in un linguaggio coerente: una piattaforma estetica postmoderna che lo ha portato nei principali festival del mondo, da Jacob’s Pillow negli Stati Uniti al Mariinsky di San Pietroburgo, dall’Arts Festival di Singapore al Seoul International Dance Festival.

I biglietti — da 15 a 35 euro — sono in vendita online su Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi 1), aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15. Pelliconi è main partner della Stagione Danza 2026 del TCBO.

Martina Moretti

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